Segundo día
Ore 06:30 Hinojares

Dopo ieri è meglio riprendersi bene.
La señora Pilar ha preparato una gran bella colazione alle 07:00 e quindi faccio il carico di carboidrati.
La partenza valida è alle ore 07:30, proprio mentre la traccia svanisce da Mr. Wahoo...pazienza.
Mentre pedalo cerco di ricollegare il tutto e finisco per attaccarmi a due che mi passano, finchè la traccia non torna.

Che fatica ripartire, ho un ginocchio in sciopero e capisco profondamente perché il cardio, quando sei cotto, non è di grande aiuto come mi diceva Davide.

Dopo circa due ore e non mi scaldo decido di far pausa, vado a salutare Artur e visitare la sua Cueva.



Chi è Artur? Boh, mai visto prima. ma è un amico di un mio amico, mi racconta che qui la gente scavava la terra per costruirsi le case: è tutto un capolavoro.

Il cielo mi dona una visita guidata, condita da un bel caffè con dolcetto, e soprattutto il calore che mi mancava: ritornerò per fare qualche giorno in futuro.

Riparto dopo un’ora, anche perchè se gli altri dovessero venire a sapere che sono in modalità turista, beh, non so se mi parlerebbero ancora.
Dopo altri due ore arrivo a Gor, direttamente in farmacia e firmo subito un accordo col signor Diclofenaco, affinchè faccia un miracolo per il mio ginocchio ed addirittura esce il sole: ha esagerato!

Arriva il momento della pausa pranzo, questa volta sì di 30 minuti; carico di tutto, non ci sarà acqua ne cibo da comprare per 120 km da adesso.



Salgo poi a la Sierra de Filabres, la salita più lunga di tutto il percorso, che arriva all’osservatorio di Calar Alto, il punto più alto della Badlands. È infinita, ma mi sento meglio, riesco anche a mettermi in piedi finalmente, sempre meglio, bello cotto ma meglio, da non credere.
Sono prudente e vado sereno fino in cima, per 5 ore di salita, senza vedere mai l’arrivo, sempre più in là, sempre più in alto.

Una pausa in cima e via in discesa su asfalto, apprezzatissima perché lunghissima (a bomba), in fondo non lo avrei mai detto ma ne ho pieni i coglioni ╩ di scendere, penso siano stati 30 km fino a Gergal, seppur divertenti perchè vissuti insieme a due ragazzi di Almeria.

Questo era il punto d’arrivo programmato per il secondo giorno, in modo di affrontare il deserto di Tabernas fresco l'indomani, come programmato con Davide, però…
sono “solo” le 18:00 e sto bene, così in piazza trovo un bel bar e ordino da mangiare qualcosa.
Inoltre trovo Guillermo, madrileño trasferito a Boston, un po’ in difficoltà con un copertone, così lo aiuto, sistemandoglielo alla meglio e sperando che tenga (fino ad Almeria non ci sarà nulla per cambiarlo) e parlando, parlando e ancora parlando, mi convince di arrivare a Tabernas.

Dovrebbero essere “solo” altre 4 ore, e lui avrebbe già un posto da dormire, quindi mi dico: "ottimo Javier".

Tratto fotonico, paesaggio da film ed infatti Sergio Leone ne ha girato più di uno qui.
Li vedevo da piccolo con mio zio Emilio ( forse l’unico ciclista in famiglia prima di mio papa e me).
[Anche Conan il barbaro lo hanno girato qui].

I colori sono irrepetibili e c'è un bellissimo tramonto che anticipa il buio. Alle 22:30 si arriva a Tabernas City, città senza legge. Sto bene, stanco, ma il ginocchio sta meglio, servivano un pò calore e coraggio evidentemente.



Wahoo oggi dice "altri 200 km con 3300 D+ circa, in assai ore".