Nella prova regina del Mzansi Tour, con arrivo in vetta a Golden Gate, il team sudafricano Mtn-Qhubeka è devastante e ne piazza quattro nei dieci. Bisolti fora nel finale, rientra ma deve cedere e chiude 13°.

Doveva essere tappa dura e lo è stato, dovevano essere i Qhubeka a fare la gara e non si sono di certo tirati indietro...nulla da dire, pronostici rispettati, ma di certo la supremazia dei sudafricani è stata anche oggi a dir poco sbalorditiva.
Squadra nettamente superiore a tutte le altre quella nero-gialla (che può contare nel roster gente come Gerdemann e Ciolek) che ha fatto il bello e cattivo tempo mandando un altro uomo di classifica come Meintjes in fuga, giocando d'attesa e costringendo gli altri team, meno attrezzati, a lavorare per chiudere il buco.
Più i chilometri passavano e più era chiaro che sarebbe stata dura riprendere il sudafricano nel finale, verso Golden Gate:

Ed infatti, Louis Meintjes riusciva a staccare i compagni di fuga in facilità andando poi a vincere, mentre dietro gli altri due compagni di squadra, l'ex World Tour Teklehaimanot e Kudus staccavano il gruppo ristretto, nel quale c'era anche Alessandro Bisolti.
"Biso" negli ultimi 7 km ha pagato una foratura, grande sforzo nel rientrare ma il ritmo indiavolato davanti lo costringeva a salire regolare in compagnia del compagno di squadra della Vini Fantini Willie Smit, chiudendo di poco fuori dai primi dieci, al 13° posto. Piazzamento che occupa anche nella classifica generale.

Un vero peccato per Alessandro, ma è chiaro vedendo la classifica,di come gli africani del centro-sud abituati alla quota di questi altipiani siano nettamente favoriti. Non è un caso che gli europei non riescano a mettere le ruote davanti, va altresì considerato di come nello specifico gli Mtn-Qhubeka siano sudafricani europeizzati ormai a livello organizzativo e tattico.
Domani sarà la volta della terza tappa, adatta alle ruote veloci, ma non si escludono sorprese.