La gara di Navazzo condizionata da un percorso ai limiti della praticabilitá.
Il fattore B è ancora una volta determinante con: Bianchi, Boschiroli e Badini.
Il week end appena trascorso era di quelli ricchi di avvenimenti, da far venire l'acquolina in bocca agli appassionati del pedale, anche se purtroppo concomitanti fra loro la Mtb Race di Navazzo e la 24 Ore del Lago d'Idro hanno catalizzato quasi 650 atleti in totale.
La pioggia caduta nei dieci giorni precedenti le gare è stata il leit motif del terzo week end di Giugno, finendo per condizionare pesantemente la prova gardesana, mentre a Idro, seppur scesa copiosa nelle ore della notte ha complicato le cose ai protagonisti dell'endurance bresciana, seppur mantenendo la regolaritá della competizione.
A Navazzo non è, ahimè, successo lo stesso...si è infatti assistito ad una corsa altamente condizionata dalla pioggia caduta battente fino a un'ora e mezza dal via, ma è stato solo un "piovere sul bagnato" poichè il percorso nei giorni precedenti era giá impraticabile. Fino a poco prima della partenza erano in molti a non voler partire, una volta provato il giro finendo nel pantano più volte; oramai però non ci si poteva desimere anche per una questione di rispetto nei confronti dei volontari presenti sul percorso e della gente del posto, probabilmente meno per gli organizzatori che non hanno fatto nulla per rendere il percorso quantomeno praticabile ai più, scivoloso ai limiti dell'impossibile per oltre la metá.
Un vero peccato, visto e considerato che sull'asciutto o comunque in condizioni migliori sarebbe stato davvero spettacolare, un vero cross country da applausi, purtroppo il meteo ha fatto la differenza, ma un "pollice giù" va anche agli organizzatori che, nonostante si fossero reso conto dell'impraticabilitá di gran parte del tracciato non hanno provveduto a inserire qualche variante, indispensabile in queste condizioni.
Gara condizionata si diceva, a lunghi tratti simile ad una campestre che ha messo a dura prova fiato e gambe dei quasi 200 partenti, in un simil ciclo-cross, che stava esaltando le caratteristiche da mezzofondista del nostro Enrico Micheletti...stava...giá, perchè, ancora una volta a tradirlo è stata la catena, finita per incastrarsi tra il pacco pignoni e la ruota, sancendo il terzo sfortunato ritiro in questa stagione, per noie meccanico. Rammarico, tantissimo rammarico considerando le caratteristiche di Enrico, che lo avrebbero certamente esaltato nel prosieguo della gara.
A tenere alti "i colori zecchitraining" ci hanno così pensato Bianchi, Boschiroli e Badini, ovvero il "fattore B" che nel corso del mese di Giugno è stato determinante a suon di belle prestazioni corali.
"El Diablo" Alberto Bianchi è il migliore dei tre, a testa bassa con il suo tipico incedere attacca sin dalle prime battute e conclude splendidamente al 10° posto nella terribile M3 non che 41° assoluto. Per l'atleta dell'Mtb Agnosine è periodo di conferme e di soddisfazioni dopo i sacrifici fatti fino ad ora.
Anche Rudi Boschiroli vive il suo bel momento, l'entrata in forma lo riporta sui livelli dell'anno scorso, anche a Navazzo arriva il piazzamento, e che piazzamento: 6° tra gli M1 e 52° nella generale. Un grosso applauso al mio compagno di squadra, con il quale spesso condivido gioie e dolori, correndo tal volta in tandem!
Ecco poi Luca Badini, il giovane Junior è 3° di categoria: insieme abbiamo percorso gran parte della gara, soltanto nel corso dell'ultimo giro Luca ha mollato qualche posizione a causa di una sua errata alimentazione in gara (tiratina d'orecchie!), concludendo al 68° posto, cinque posizioni dietro di me...salvandoci d'un soffio dal doppiaggio da parte di Max Leali!
Al termine della gara come sempre le premiazioni di rito, quindi via di ritorno a casa, l'indomani si sarebbe corsa per molti la 3 Ore del Lago d'Idro, all'interno della 24 ore...e questa è tutta un'altra storia...
Foto by Enrico Andrini
aesportnews