Una serata qualunque d'inverno. Il divano di casa Andreis. "Cazzeggiare" sul divano nelle serate d’inverno, in cerca di ispirazioni, a volte può essere pericoloso…. Per puro caso mi imbatto in una gara di gravel/mtb, che arriva a Torbole sul Garda, e subito mi dico: "Spettacolo! Mi iscrivo". Piccolissimo problema: parte da Pompei, percorrendo solo strade sterrate per un totale di 1280 km e più di 22000 metri di dislivello. Non propriamente noccioline. Questo “mostro” si chiama Italy Divide, prendendo spunto dalla regina di queste gare estreme: il Tour Divide, che dal confine con il Canada arriva al confine col Messico, dopo circa 4500 km!!! Queste gare sono chiamate bikepacking. Il cronometro parte al via e non si ferma fino all’arrivo, ma si svolgono in totale autonomia, ovvero ci si può fermare a mangiare e dormire quando e dove si vuole lungo il percorso, seguendo obbligatoriamente una traccia gps fornita dall’organizzazione ed essendo muniti dalla partenza di un tracker. È questo il mezzo principale di contatto con il mondo esterno, fondamentale per la mia e nostra sicurezza, ma utilissimo a familiari e amici per essere seguito a distanza.
Così, dopo qualche giorno, contatto il mio coach Davide e, dopo una chiacchierata, mi da il "nullaosta” scherzandoci sopra. In fondo, in confronto alla sempre bellissima Hero Dolomites è un "obbiettivino"… :)
La preparazione scorre filante, interrotta solo per una settimana causa qualche frattura di troppo; regalo di una sbarra chiusa, in curva, alla Veneto Gravel. Dopo mesi di allenamenti impegnativi, spesso volutamente svolti in orari non consoni, tardi la sera o fatti di levatacce alle 4 del mattino per testare sia i materiali, come le luci o il powerbank per ricaricarle, sia per provare a pedalare ini stato deprivazione di sonno, eccoci al via il 25 aprile…
Pronti, partenza, via! Pompei, Patrimonio Unesco.. Il tempo meteorologico è abbastanza brutto su tutta l'Italia in questi giorni, ma le previsioni vanno verso un miglioramento, pur con temperature sotto la media. Infatti lungo il tragitto troveremo di tutto e per questo l’organizzatore ci obbligherà poi a non transitare tra Roccaraso e il lago di Scanno di notte, perche sul monte a 1800 m. ha nevicato e ci sarà ghiaccio in strada. Questa però è un'altra storia. A Pompei infatti c’è un bel sole, che però durerà poco... Infatti, proprio come Fantozzi sulla cima del Diavolo, anche noi sul Vesuvio troviamo nebbia, pioggia ed una temperatura di 4 gradi! Nel pomeriggio passo davanti alla Reggia di Caserta per una breve sosta con la classica foto di rito e pedalo poi via veloce verso Castel di Sangro, dove dormirò causa il divieto imposto dall’organizzazione e descritto qualche riga sopra.
Capisco subito quanto sia imprevedibili queste gare quando, alle undici di sera, mi mancano solamente 18 km in discesa per arrivare, cosa normalmente fattibile in poco più di mezz’oretta.
Invece, causa discesa tecnica piena di fango, che finiva per incastrarsi nei punti cruciali della mia bici impiegherò ben 1 ora e 30 minuti, con successiva sosta in un autolavaggio per togliere tutto (alla bene-meglio).
Ho così percorso i primi 208 km della Italy Divide, in sella alla mia (ora) pulita mtb.
Già, ho scelto la mountainbike e non la gravel, per un maggior feeling con la prima, oltre che per una posizione a me più comoda; munendomi comunque di prolunghe e di tutto l'occorrente.
Il secondo giorno. Castel di Sangro.. La prima notte è passata via veloce, anche perchè ho dormito quattro ore. Parto bene già dai primi chilometri; son su di morale, conscio che stamattina dovrò affrontare il passo vietato di notte per le difficili condizioni meteo, poco prima del lago di Scanno, nel cuore del Parco d'Abruzzo e sede del celebre triathlon X-Terra. Il monte Rognone infatti è innevato e c’è anche della neve ghiacciata, ma in qualche maniera, a volte con un pò di portage, si riesce a passare.
In discesa mi ricordo un altro dei motivi che mi ha fatto optare per la scelta della mountainbike a discapito della Gravel... che sarà più scorrevole in pianura, ma che sullo "scassato" paga un pò dazio.
Sulla lunga strada per Tivoli conosco Dylan e Niall, un inglese e un scozzese con i quali, avendo più o meno lo stesso passo, condividerò buona parte della gara.
Insieme decidiamo di fare tappa per la notte a Roma, dopo aver concluso la nostra giornata pedalando sulla via Appia, con i suoi sassi in stile Parigi-Roubaix. Spettacolo e calvario al tempo stesso.
Il Garmin segna 469 km totali.
Da Roma albeggia il terzo giorno. Roma.. Il mattino ha l'oro in bocca ed è un piacere percorrere la stupenda via Francigena, con i suoi paesaggi spettacolari, a volte molto duri per le salite o per i sassi con cui facevano le strade i romani. Lungo il tragitto incontriamo moltissimi pellegrini in senso opposto: loro vanno verso Roma, noi cerchiamo la gloria in direzione Torbole! Transitiamo dal Lago di Bolsena, per poi affrontare una salita tosta, che ci porterà in vetta verso mezzanotte.
Giusto in tempo per fiondarci in una pizzeria ancora aperta in cui decidiamo di mangiare prima di riposare per altre 4 ore. Ci attenderà infatti l'indomani la Val d’Orcia, con le famose "strade bianche" fino a Siena e da lì poi fino a Firenze.
Sarà proprio nel cuore della Toscana, in un posto sperduto senza alberghi, che proverò l’esperienza di dormire sull’amaca. Comodo sì, ma non facile per via delle temperature... Fa freschino: 7-8 gradi!
E sono 696km.
Il quarto giorno. Qualche chilometro prima di Siena. Già partiamo infreddoliti, se poi ci si mette anche la discesa iniziale... Al sorgere del sole però avremo una giornata calda e stupenda. Resa ancor più speciale dai quattro panini con la porchetta mangiati lungo il percorso (forse mi son fatto prendere la mano, o lo stomaco!). Siamo in ballo, balliamo... a Siena stop per la pasta, bevo anche una birra media per festeggiare il mio compleanno, che è proprio oggi. Sotto gli occhi esterefatti dei miei compagni d’avventura.
Proseguiamo, arriva la lunga salita in montagna e la difficile discesa, sempre per il fango, verso Firenze ed è proprio questo crocevia a farci dividere: lo scozzese non si accorge infatti che Dylan ha rotto il freno anteriore e se ne va.
Io non posso di certo abbandonarlo in mezzo al bosco, con animali selvatici, di notte. Insieme cerchiamo di riparalo, con scarsi risultati, poi verso le due di notte arriviamo a Firenze. Stremati.
Sono 884km, ma la nottata nel bosco me ne fa sembrare molti di più.
Vedo la luce. Firenze. È la quarta notte e abbiamo dormito altre 4 ore. Dylan mi dice d'aver trovato un negozio di bici che apre alle 8:30, cosi dorme di più e fa colazione, io invece parto alla volta di Prato, da dove punterò poi verso Bologna. Sto andando bene e mi accorgo di essere davanti anche a Niall, lo scozzese, che si sarà fermato da qualche parte probabilmente, non avendolo sorpassato lungo il percorso.
La strada è però molto più dura del previsto e così i piani vanno a quel paese definitivamente nel percorrere prima un pezzo di strada in più, per una frana che ha distrutto una parte del sentiero, e poi per una foratura che mi costringe alla sosta in un negozio di Sasso Marconi. Sistemato tutto, posso finalmente fiondarmi verso Bologna, odiando la ripidità delle salitelle dei colli bolognesi. Non so perchè, ma ora mi vengono in mente i Lunapop!
Sono un pò arrabbiato per aver bucato e perso tempo, ma fa parte del gioco e, soprattutto, succede una cosa….
Vedo un tasso in mezzo alla strada, mi guarda e poi scappa via, la stessa cosa mi era successa proprio nell’ultimo allenamento notturno sulle montagne di casa così, incuriosito, scopro che il tasso sembra avere un carattere come il mio: “vivace” se infastidito, ma anche emblema della tenacia.
Ciò che serve e che so di avere per modificare una situazione da negativa a positiva; ma soprattutto, ora, so che arriverò a “casa”!
Sono a 1046km totali, manca relativamente poco.
Che la festa abbia inizio! Bologna, verso Torbole sul Garda. Questo è l'nizio del quinto e ultimo giorno. Mi sono reso conto d'aver buttato via tantissimo tempo, circa 9 ore. Vedendo il bicchiere mezzo pieno, però questo mi ha forse concesso di recuperare un pò le forze, che mi portano ad affrontare i 100km di pianura della ciclovia Bologna-Verona in stile cronometro. Così alle 13:00 giuste sono in Piazza Brà a Verona, luogo a me caro, in cui inizia l’ultima e più difficile parte del percorso: un'interminabile salita di 40km, fino ai 1800m dei Monti Lessini.
Veramente dura questa salita, resa ancor più difficile dal fatto che oggi sia scoppiato il caldo, ma per fortuna incontro un ragazzo in bici a Bosco Chiesanuova, che mi fa compagnia e mi regala anche delle barrette. Lo vorrei ringraziare pubblicamente, ma non ne conosco il nome. Spero possa leggermi.
Alle sette di sera sono in vetta, non mi rimane che una lunga discesa da qui fino a Torbole, eccetto qualche tratto collinare in Val d’Adige, che maledico ma neanche tanto…. perchè in fondo sto per compiere una bella impresa, conscio che al Bike Farm all’arrivo c’è la mia famiglia ad aspettarmi. Scoprirò poi che ci saranno anche i miei amici e sarà festa!!!
1281km - 21500 m D+
5 giorni e mezzo totali (130h 47' 10").
83h 13' 46" pedalate.
Quasi 4000 Kj spesi.
19° al traguardo.
Un'esperienza da portare con me per tutta la vita.
I sinceri ringraziamenti. Alla mia famiglia con Giorgia e Ludovico, sempre al mio fianco e grandissimo supporto in questa sfida. Al mio coach, Davide, per avermi fatto pedalare forte e aiutato a comprendere cosa correggere in futuro in questi eventi, a livello organizzativo ed in merito alla più grande discriminante all'Italy Divide: le ore di sonno / riposo. Ai miei amici, ai quali ho tolto del tempo per preparare questo evento, ma su cui posso sempre contare (e viceversa). A Ruggero, del Lab8 di Torbole, per avermi prestato il manubrio poco prima di partire. Infine a voi, per aver letto questo racconto. Spero d'aver potuto, nel mio piccolo, ispirarvi a raggiungere ogni obiettivo che ci si pone.