(L'impresa ed il trionfo a "The Stone" di Alfio Dagani).
Se non sai cosa sia lo “Stoneman” te lo svelo subito:
parliamo di un triathlon estremo, che parte dalla sponda bergamasca del Lago d’Iseo, fino a raggiungere i 2600 metri di quota del Rifugio Passo Paradiso, dopo aver accumulato un totale di 6300 metri di dislivello e 220 km!
“Un triathlon che non è un triathlon” e, come tale, per essere preparato necessita di un approccio sui generis.
Alfio (33 anni e un background da ciclista amatoriale) aveva partecipato solo a due Olimpici prima d’ora, avvicinandosi negli ultimi 2 anni alla triplice: “Sì, ma niente di serio” (cit.)
Quando a Novembre 2024 abbiamo iniziato questo percorso sapevamo di poter contare su molti punti a favore:
> ottima acquaticità e ritmi in piscina già interessanti (test 2000 m. sotto 1'40"/100 m.);
> background importante in bici, da potenziare a livello di volumi;
> grande motivazione e costanza.
Tra gli aspetti da potenziare c’erano:
> incremento progressivo dei volumi nelle 3 discipline;
> aumentare l’apporto energetico (CHO) durante i lunghi;
> migliorare l’efficienza di corsa.
- > Novembre / Dicembre / Gennaio.
Dopo aver “messo ordine” nella routine settimanale di Alfio, aggiungendo due brevi sedute di palestra (la sveglia suonava prestissimo) abbiamo aumentato distanza e dislivello nel trail running prima e, da Gennaio, nello skialp, per accumulare volume e avvicinarci alla richiesta prestativa dello Stone.

- > Febbraio / Marzo / Aprile.
Abbiamo proseguito il lavoro di capacità aerobica, andando però a inserire stimoli allenanti a intensità superiori rispetto a LT-1, anche tramite qualche gara di trail (20-25 km), data la rapidità con cui Alfio progrediva (in salita, ma anche in discesa).
Passato Marzo, le nostre certezze aumentavano...


Non poter onorare la gara di casa ci ha così impedito di svolgere un test importante in vista dello Stoneman, ma al tempo stesso ci ha permesso di poter effettuare un ultimo, fondamentale, blocco di 10 giorni di carico, prima di iniziare due settimane di tapering graduale.
A questo punto, dopo aver raggiunto volumi massimi (per seduta) di 5k a nuoto, 4200 metri D+ in bici e circa 2000 di corsa, avevamo bisogno di acquisire ancora un pizzico di sicurezza, con qualche combinato e allenamenti in acque libere, per far sì che Alfio si sentisse sicuro al 110%.
[Hai visto l'immagine di copertina vero?]
Beh, nuotare alle 4 del mattino (wow!) è stata un’esperienza che, direi, sia servita in vista della prima frazione dello Stone.
Ma questa è un’altra storia (che stiamo per raccontarti e potrai leggere qui).
Perchè prima di parlarti di “quel giorno”, dovevamo dirti tutto ciò che l’ha preceduto: un lungo, grande viaggio...