L'allenamento è una cosa semplice che, per una serie di fattori e cause, spesso diventa complicata e di difficile gestione.
Se sei un ciclista, un runner, un triatleta... o comunque se la tua passione sono gli sport di endurance, forse dovresti dare un'occhiata al post, sfogliando la gallery.
Sto per mostrarti alcuni casi "ideali", ma potrei mostrartene altri in cui il concetto di progressività (quello che evidenzierò nel post) sembra subire rallentamenti o variazioni.
Il motivo?
Per un amatore le cause esterne (e qui torniamo all'introduzione) sono spesso determinanti e impediscono una crescita graduale senza eccessive interruzioni.
Per altri, l'assenza di pazienza e la bramosia di crescere, che colpisce spesso i più giovani, diventano così negative da indurli in alcuni casi a smettere di praticare lo sport di cui si erano recentemente invaghiti.
Non esiste altra via. Senza sostenibilità tutto scompare.
Nell’epoca del “tutto e subito”, infatti, è straordinariamente bello e al tempo stesso spietato che il processo allenante abbia i suoi (rilassati) tempi.
Per esperienza personale coloro che hanno avuto la pazienza di rispettare queste tempistiche, si allenano ancora costantemente, a distanza d’anni.
Al contrario, chi ha avuto fretta (specialmente i più giovani), non solo non gareggia più, ma spesso ha finito per abbandonare lo sport.

La progressività è un aspetto difficile da assimilare per un atleta che, soprattutto all’inizio, vorrebbe correre!
Per essere duraturi, questo deve valere:
> nei microcicli;
> nei mesocicli;
> negli anni!
Ecco alcune idee...
Hai appena visto un andamento crescente e progressivo, ma spesso questo trend non è continuo negli anni, per varie cause.
Tornando ora al titolo iniziale, l’allenamento è semplice solo se...è sostenibile e saprai essere paziente!