Dopo un anno di transizione, in cui mi ero dedicato alla distanza olimpica, ho scelto di tornare ad assaporare quel gusto misto di fatica, sofferenza, gioia e liberazione, che poche gare come l'Idroman sanno darmi.

Sulla distanza K113, la più impegnativa. Costituita da 1,9 km a nuoto, circa 90 km e 2800 (!!!) metri di dislivello in bici, per concludere con 20 km di corsa.
Un "mezzo" massacrante, in cui essere buoni ciclisti è davvero determinante, ma soprattutto...la mia gara di casa.

Se il 2021 mi aveva lasciato l'amaro in bocca a causa di una corsa sotto le aspettative (leggi il racconto di quell'edizione), a quest'edizione 2023 ero arrivato preparato e, ora, a mente fredda, posso dire di essere davvero soddisfatto, a partire dall'inizio.



La prima frazione: il nuoto.
Avevo tutte le carte in regola per fare una buonissima frazione, ma si sa, in acque libere le incognite sono sempre dietro l'angolo.
Senza forzare, ma nuotando nella mia comfort zone ho chiuso con un 7° posto, approfittando anche dell'errore di rotta di 3-4 ragazzi nel corso del primo giro, nuotando nel secondo totalmente in solitaria, gestendo al meglio traiettorie e linee.





La mia amata frazione: la bici, con tantissima salita.
Questo itinerario lo conosco a memoria, lo amo ed odio al tempo stesso, ma sono zone in cui passere giornate intere...
Tornando alla gara: il primo giro in bici è trascorso senza forzature e l'unico mio pensiero era di alimentarmi regolarmente, idratarmi, non guardando nessun altro in gara. Non rischiando nulla nel primo giro, molto viscido, in discesa, ho optato poi per una tattica inversa nel corso del secondo: risparmiando qualche secondo in salita e nei falsopiani, "spingendo" in discesa.





La mezza maratona finale.
Ma io mi chiedo, se il ritmo prefissato era 4'30"-4'35", perchè mai avrò iniziato i primi 5 km sotto i 4'20"?
Forse per l'entusiasmo, forse per il tifo, forse perchè le gambe c'erano. Già, c'erano...
Con il passare dei km son diventate legnose, con avvisaglie di crampi sulla mia testa come un Condor nel deserto, costringendomi a rallentare, ma senza mai perdere la testa.



Tagliare quel traguardo, raccogliendo l'abbraccio festoso dei miei bimbi è stata un'emozione immensa, aumentata dal tifo enorme lungo tutto il percorso (grazie!).



Non capita spesso di gareggiare esattamente davanti a casa.
E se per farlo, occorre faticare così tanto, beh... io non vedo l'ora di ripetere questa meravigliosamente infernale esperienza.



Ah, giusto, chiudo 10° assoluto e 🥈S4.
Eravamo in pochi, non mi esalterò per questo, ma finire nella prima pagina della classifica è sempre una piccola, grande soddisfazione.

Che grande viaggio...