Correre e camminare in uno dei posti che, almeno una volta nella vita, dovremmo visitare: la Cappadocia, nel cuore dell'Anatolia, in Turchia.
La "terra dei cavalli" è conosciuta principalmente per i suoi paesaggi, spesso simili a meravigliose cartoline in cui le mongolfiere diventano minimo comune denominatore.
Proprio in questa terra Stefano Zambelli ha avuto il privilegio di correre una delle gare più interessanti in Europa: il Salomon Cappadocia Trail. Tra le tre distanze proposte, "Zambo" ha scelto l'intermedia da 63 km.





Quasi 2000 metri di dislivello, ben distribuiti, su fondo sterrato, roccioso e sabbioso, in cui la distribuzione di tempo impiegato a correre, rispetto al camminare, è stata nettamente a favore del primo, con ben cinque ore di corsa.
Un'anomalia rispetto alle abitudini di Stefano, ben più adattato a percorsi duri e meno corribili.



Basti pensare che, contrariamente a molti altri Ultra Trail, in questo la quota minima e quella massima erano davvero molto ravvicinate tra loro (400 m. D+).
Il che significa: assenza di lunghe salite.
Il passo finale, poco sotto i 7'00" al km, ne è ulteriore conferma e, proprio questa velocità di percorrenza, ha messo in difficoltà Stefano dopo 40 km di gara...



Fortunatamente questa fase non si è protratta a lungo e Stefano ha potuto concludere una gran bella gara.
Non è da escludersi comunque che, tali dolori, siano dovuti al post-influenza in cui è incappato qualche giorno prima della partenza. In molti atleti infatti, ho riscontrato la presenza di forti dolori e crampi sia durante il nuovo ceppo influenzale (Covid?), che a distanza di 7-10 gg.





Un risultato di prestigio il 40° posto assoluto (su quasi 600 arrivati), che conta, ma mai quanto la prestazione e ciò che, di meraviglioso, gli occhi han visto.

Bravo Stefano!