Oggi tocca a me, non per autocompiacimento, ma perchè è giusto che finisca anche io dall'altra parte della barricata. 😃
Mi diverto spesso a sentire questa frase: "è facile per te, da dietro una scrivania, pensa a noi..." 😅
Ebbene, a voi ci penso, sempre.
Non ho il motore di alcuni, ma negli ultimi anni, ho scelto di rimettermi in gioco in prima persona.
Perchè in fondo siamo ciò che facciamo, ben più di ciò che diciamo.
Così vi voglio mostrare le debolezze scoperte in questo Idroman, l'evento più duro a cui abbia mai partecipato.
🏊‍♀️ L'uscita all'australiana aggiunge diversi metri ai 1900 previsti (lo stesso s'è visto sugli atleti dell'olimpico e sprint.
👉 risparmiarsi e rimanere incollati, in scia, per non perdere i riferimenti.
Avrò sfiorato di continuo i piedi di qualcuno, pardòn!
🚵‍♂️ E' senza dubbio la mia frazione, amo la salita, ho volume nelle gambe e poco decadimento sulla lunga distanza.
👉 salire in Z3, regolare, agile.
Nel corso del 2° giro, compio un errore che, probabilmente, mi costerà caro, analizzando la gara: resto per 20' abbondanti senza rifornimento idrico.
Tengo duro, ma sono conscio che, con l'aumentare delle temperature, pagherò dazio.
A 20 km dall'arrivo ecco una maledizione: rompo un raggio. Disperazione.
Devo rallentare e farlo ancor di più nella discesa finale.
Se ne vanno 4-5 minuti almeno. Arrivo in ZC.
🏃‍♂️ Il disastro: avrei voluto correre degnamente, ma la bike svolta tutta in rimonta (fino alla top20 ass.), la carenza di liquidi, i 32 gradi alle 11.25 del mattino, diventano enormi montagne da scalare.
Non vado avanti, avevo stimato un ritmo di 4'25" al km con + 15"/km in caso di temperature sopra i 30 gradi, ma mai mi sarei aspettato un crollo così netto.
🧠: la voglia di mollare tutto, quel senso di vergogna per una prestazione di corsa inaccettabile, piano piano lasciano spazio ad un solo desiderio: arrivare!
Lo devo a tutte le persone che mi hanno tifato e spronato, agli affetti, alla famiglia, agli amici, a chi seguo, ma soprattutto a me stesso.
Per orgoglio. Per crescere.
🏁 E taglio quel meraviglioso traguardo.
Con la commozione dietro gli occhiali.
Quanto è forte la nostra mente?

📸 grazie papà, grazie Alberto Bondoni, immensi.