Domenica 21 Giugno si è corsa una delle più dure granfondo d'Europa, la Sportful! Diversi gli atleti "ZT" in gara, tra questi ottima prova di Stefano Dalla Valle giunto 8° di categoria nel medio, del quale analizziamo la prestazione in un interessante report.

Tre percorsi, ma per tutti praticamente due: il lungo, estremo, da 204 km ed il medio da 133 km e comunque la bellezza di quasi 3000 metri di dislivello positivo.
Gara durissima, con il percorso lungo davvero estremo ed il medio dunque che proprio un gioco non è; per presentarsi ai nastri di partenza di questa corsa occorre essere preparati e amare le lunghe distanze, le corse impegnative.
Alcuni atleti si sono lanciati nel percorso lungo, che avrebbe dovuto vedere al via anche una delle punte di diamante della "scuderia": Jonathan Demattè purtroppo fermato da un'infiammazione tendinea, tra questi hanno concluso la loro prova Fabio Armani e Nicola Sartori; ma è dal "medio" che arrivano le notizie migliori.
Claudio Orlando sfiora la vittoria di categoria e si piazza secondo tra gli M7 confermando il tempo 2014 e chiudendo in 5 ore nette.  Il friulano Domingo Crosato fa addirittura meglio e chiude in 4 ore e 48', 131° assoluto e 28° tra gli M3, ottimo risultato considerando anche i 1621 arrivati.
Un errore banale costa una possibile grande gara ad uno dei più brillanti del momento: Davide Brecciaroli, che dopo la prima ascesa non si copre a sufficienza e viene colpito da problemi di stomaco, un vero peccato...

Meglio di tutti è andato il trentino Stefano Dalla Valle (FM Cycling Team) in grado di concludere 8° di categoria M2 e 63° assoluto in 4 ore e 30', davvero una prova notevole, che analizziamo nel dettaglio.

ANALISI SPORTFUL PERCORSO MEDIO - 133 km


La potenza normalizzata espressa da Stefano e analizzata mediante SRM e Software Golden Chetaah, è stata di 240 Watt, che su 294 Watt di FTP equivale all'81% della stessa. Nonostante il dislivello è riuscito a mantenere un'ottima cadenza di pedalata, prossima alle 90 rpm e comunque compresa tra le 80-90 rpm che potremmo definire come un range validissimo di cadenza. 
Analizzando a prima vista il tracciato grafico in giallo (watt con approssimazione minima a 2s) è evidente come il gap in termini di potenza tra la prima salita e l'ultima sia assolutamente tollerabile (qui sotto lo vedremo nel dettaglio salite) ed ottima sia stata la risposta cardiaca (grafico in rosso) a dimostrazione dell'importante motore aerobico di Stefano, in grado di mantenere una FC media molto vicina alla sua soglia anaerobica di 163 bpm, con i suoi 153 bpm medi ha infatti stazionato attorno al 94% della FC di soglia, davvero un valore importante.
Nel dettaglio, osservando le singole ascese si ricavano dati molto interessanti...


Sulle prime due ascese è stato rielaborato il "lap" schiacciato da Stefano ricavandone altri dati, lungo gli oltre 18 km di Cima Campo la NP si è assestata a 263 Watt, in Z4 alta (veloce, quella che viene convenzionalmente definita Z3 ma che inserendo io un'ulteriore zona diventa Z4 con la soglia che assume la zona di Z5), a ridosso dei primi wattaggi di Z5. Un parametro che "va tanto di moda" ma che va paragonato su salite simili tra loro da comunque un'ascesa media oraria di oltre 1100 metri.
Sul passo del Brocon, seconda ascesa, il wattaggio è rimasto vicino a quello di Cima Campo, con una riduzione di 7 W NP, sempre ottimale la cadenza di pedalata.



La terza salita è stata probabilmente quella "meno brillante", non per i Watt in termini assoluti, ma poichè si trattava di una salita breve e abbastanza pedalabile lungo la quale la "prestazione ottimale" avrebbe voluto vedere Stefano sprigionare sui 13'19" di ascesa almeno i watt di Z5 (soglia). Ovviamente parliamo di atleti ma non di macchine, ed ecco che Stefano ha mostrato grinta e qualità sprigionando un wattaggio superiore nella quarta salita (quasi tre volte la lunghezza e durata del Gobbera), sull'impegnativo Croce d'Aune.
Sul D'aune 254 W di NP sono un valore superiore ai 4 W/Kg. che, dopo oltre 3 ore e 30' di gara rappresentano un risultato notevole.

Infine un pò di dati relativi allo stazionamento nelle varie zone, per come tendo ad esprimerle:


Ovviamente in una gara così lunga le zone più alte (Z6-Z7-Z8) si "toccano" solo in particolari situazioni di gara: partenza, rilanci in gruppo, scatti, volata ecc... mentre il grosso del lavoro è a discapito del motore aerobico quindi, con parte del lavoro misto aerobico-anaerobico.

Il report di qui sopra ci fornisce diversi dati, ma moltissimi altri ancora sono in grado di darne i watt. Come Zetatraining l'impegno e la professionalità esigono che per programmi basati sui wattaggi l'analisi di questa grande quantità di dati venga svolta, approfondita e rappresenti uno studio al fine di poter essere ancora di maggior supporto all'atleta.

#theworldofpower